La giusta distanza. Come i membri di un gruppo possono diventare un vero team.

I porcospini affrontano un dilemma durante l’inverno. Lo racconta Arthur Schopenhauer in una sua raccolta di saggi. Quando fa freddo, questi animali cercano di avvicinarsi gli uni agli altri, per scaldarsi. Ma, una volta vicini, si fanno male a vicenda con le loro spine, così si allontanano per evitare di ferirsi. Il freddo però li spinge ad avvicinarsi di nuovo, e così avanti. Fino a quando, dopo una grande quantità di tentativi di avvicinamento e allontanamento, i porcospini scoprono che la cosa migliore è rimanere a poca distanza l’uno dall’altro, ma non uniti.

 

La vedete la similitudine con gli esseri umani che lavorano insieme?

Manfred F.R. Kets de Vries, professore clinico di sviluppo della leadership, ha intitolato un suo libro proprio così: Effetto porcospino – Il segreto per costruire team eccellenti: un’opera che ci porta a fare importanti riflessioni sulle dinamiche individuali e di gruppo, nella consapevolezza che la performance di successo possa essere raggiunta attraverso un approccio che oscilla tra l’attenzione al singolo e quella al team.

Quando si costituisce un gruppo di lavoro, talvolta ci si dimentica di tener conto degli inconsapevoli comportamenti che fanno parte della condizione umana. Chi occupa una posizione di leadership, deve prestare attenzione al “dilemma dei porcospini”: garantire a tutti la possibilità di contribuire al benessere e all’efficacia del gruppo, evitando l’attivazione automatica delle difese sociali di protezione dei singoli individui.

Lavoro complesso. Per questo motivo un’attività di team coaching può veramente fare la differenza. Gli interventi di team coaching riescono a indurre un allineamento tra gli obiettivi dei singoli membri e quelli dell’organizzazione, creando un maggiore impegno, responsabilità e alti tassi di risoluzione costruttiva dei conflitti. Il gruppo più efficace è quello in cui i membri sono disposti ad affrontare rischi personali e situazioni conflittuali, pronti a sostenere anche discorsi che possono essere, è proprio il caso di dirlo, “spinosi”.

Come i porcospini di Schopenhauer, gli esseri umani hanno bisogno sia di vicinanza che di separazione dagli altri individui, per sopravvivere e per trovare un equilibrio nelle proprie interazioni. Assicurarsi che ogni membro del team sia coinvolto nei piani di azione degli altri, continuano a esprimere la propria individualità, è un modo molto efficace per aiutare il gruppo a raggiungere il suo scopo. Nelle organizzazioni che hanno una cultura di coaching, le persone scoprono che sono loro a creare la propria realtà e che la possono modificare continuamente. Con il risultato di far crescere la motivazione e annullare la frustrazione.

Alexandre Dumas, ne I tre moschettieri, ci aveva già regalato una splendida immagine simbolo del lavoro di squadra: la famosa “tutti per uno, uno per tutti”.

 

 

Tratto dal testo: Manfred F.R. Kets de Vries, Effetto porcospino – Il segreto per costruire team eccellenti

A cura di: Andrea Bennardo

 

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