Interagisco quindi sono. Crescere attraverso le relazioni sociali

Ciò che noi chiamiamo realtà non è altro che un continuo interagire, e riguarda ogni entità: i sassi, gli alberi, il sole, le galassie e… le persone. Il mondo fisico è una vasta rete di relazioni, di cui noi siamo i nodi. Con queste parole, il fisico Carlo Rovelli ci spiega il mondo dal punto di vista della meccanica quantistica, teoria della fisica che ci riguarda molto più da vicino di quanto possiamo immaginare.

Dal punto di vista sociologico e umano, ce lo spiega invece la professoressa Marissa King nel suo interessante libro Chimica sociale – Alla scoperta degli schemi che connettono le persone, nel quale parla dell’importanza della rete sociale, di come costruirla e saperla sfruttare.

 

Perché ci si relaziona?

Siamo animali sociali. I legami incrementano i sentimenti positivi e la sensazione di benessere. Soddisfano il bisogno di identità e di sostegno. Ma non solo. All’interno delle reti circolano le idee. La capacità di riunire concetti e di confrontarsi con altre persone contribuisce allo sviluppo della creatività, sia personale che di gruppo. La creatività viene spesso considerata un dono genetico, quando di fatto è un gioco di import-export.

Espansionista, intermediatore o aggregatore: qualunque sia il nostro stile di networking, ciò che conta è esserne consapevoli e ricavarne il meglio. Ogni tipo di rete che creiamo soddisfa bisogni diversi e ha dei vantaggi e dei limiti.

C’è chi punta sull’ampiezza delle interazioni, come gli espansionisti. Sono abili nello stabilire connessioni sociali, ma stentano a mantenerle e hanno difficoltà a ricavare valore dalla loro rete. Chi invece desidera sicurezza e legami basati sulla fiducia, preferendo averne meno ma più stabili, in una rete densamente connessa. Sono gli aggregatori. Godono di legami forti, con lo svantaggio però di una scarsa diversificazione. Oppure chi, come gli intermediatori, è attratto dalla diversità e preferisce ruotare attorno a mondi distanti fra loro, creando reti più varie e creative, in un’attività di connessione sociale che favorisce un cambiamento reale.

Il nostro approccio non è fisso: può cambiare nel tempo, a seconda delle situazioni o della nostra personale evoluzione.

Non è esagerato dire che la rete di relazioni che coltiviamo costruisce non solo il nostro mondo, ma anche chi siamo. Ci influenziamo a vicenda, in un continuo scambio di informazioni, che porta a un processo trasformativo, per noi e per gli altri. È necessario imparare a valorizzare gli incontri e lasciare aperte le porte dell’opportunità, con conseguente vantaggio sia nel lavoro che nella vita privata.

Siamo circondati da centinaia di persone, ma, per nostra natura, riusciamo a stabilire delle vere relazioni solo con un numero limitato di esse. Crearle e mantenerle richiede un investimento di tempo e di capacità cognitive ed emotive. Per questo è importante scegliere bene.

Si dice che “chi semina raccoglie”. Io aggiungerei “chi semina e si prende cura della crescita delle piante, alla fine raccoglie”.

 

 

Tratto dal testo: Marissa King, Chimica sociale – Alla scoperta degli schemi che connettono le persone

A cura di: Andrea Bennardo

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