E’ tempo di cambiare prospettiva. Ora pensiamo all’intelligenza collettiva.

Parliamo di digital skills o agile working già da diverso tempo e mentre stiamo ritornando, sempre più rapidamente verso una normalità lavorativa, ci accorgiamo che non tutto sarà come prima. Qualche azienda ha già iniziato dei cambiamenti organizzativi e altre, specialmente le PMI, ci stanno riflettendo cercando di comprendere quali opportunità potrà offrire il futuro prossimo.

Per riuscire a dare delle risposte pertinenti alle sfide dei prossimi anni, il team è la migliore soluzione che conosciamo perché è in grado di compiere attività che superano le competenze di una persona sola e di fornire soluzioni a problemi complessi in tempi brevi. Da qui, non ci sorprende vedere tante richieste di intervento per migliorarne il suo funzionamento.

Eppure, osservando bene le attività che coinvolgono i gruppi di lavoro, molte si concentrano sulle nozioni di coesione, ruoli e leadership, concentrando il focus sui manager, quasi a prescindere dal loro team. Oppure, al contrario, riferite ai team ma svincolate dalle questioni manageriali.

In questo caso, mentre osservo alcuni post su Linkedin di allegri gruppi che si accingono a fare orienteering o che si imbarcano per remare insieme in qualche circolo di canottaggio, ho la sensazione che si stiano perdendo di vista alcuni elementi importanti, dando risposte predeterminate a esigenze nuove. Impegnati a proporre esperienze nuove o singolari, non si fa altro che riconcentrarsi sull’esperienza individuale perdendo di vista la dimensione sistemica del team, i processi e l’organizzazione. Dopo aver vissuto un momento di piacevole ben-essere collettivo, torniamo in azienda con la stessa cultura di prima, con gli stessi vincoli organizzativi, in un ambiente che spesso è ancora rigido nei suoi processi.

 

Come possiamo superare questo problema?

Innanzi tutto possiamo indirizzarci verso una più autentica gestione delle competenze collettive che, proprio per la loro natura peculiare, sono le competenze distintive dell’azienda. I fattori che stanno alla base delle competenze collettive e del loro sviluppo sono molteplici: le competenze individuali, la composizione del team, le interazioni affettive e quelli formali, le relazioni informali, la cooperazione, lo stile di management e le leve della gestione delle risorse umane. In questa prospettiva, il ruolo delle risorse umane diventa particolarmente importante e decisamente strategico. La gestione per competenze collettive ha la possibilità di incidere positivamente sulla performance collettiva del gruppo di lavoro, ma anche, al tempo stesso, del singolo individuo. Infatti, l’apprendimento che avviene all’interno dei gruppi è anche individuale mentre l’apprendimento individuale, quando torna al team, è qualcosa di diverso, è già frutto di una mediazione.

 

Quali sono gli strumenti che possiamo mettere in campo?

Innanzi tutto è bene essere consapevoli che le metodologie di lavoro con i team sono più di una. Oltre al team building che rimane uno strumento prevalentemente finalizzato al miglioramento delle relazioni all’interno dei gruppi e a scoprire nuove modalità di risoluzione dei problemi, abbiamo il team coaching, che è più concentrato sui metodi operativi dei team, sulle modalità di affrontare le incongruenze e le dinamiche del gruppo nonché sulla capacità di accettare i cambiamenti e di condividere una visione comune.

Nella vita di un team, se ci rifacciamo alla teoria di Tuckman, questi strumenti sono più efficaci in due momenti diversi. Il primo nella fase di norming mentre il secondo nella fase di performing.

Infine abbiamo un’ulteriore possibilità che ci può portare ad un salto di paradigma e che ci può aprire la prospettiva dello sviluppo di una vera “intelligenza collettiva”, il team training.

Attraverso questa modalità, possiamo promuovere lo sviluppo delle conoscenze collettive sul lavoro del team e sul lavoro di ciascun partecipante, oltre a incrementare le abilità collettive necessarie all’efficacia del team. Il suo contributo principale è quello d’indirizzare l’attività collettiva verso lo sviluppo integrandosi direttamente nel lavoro di gruppo. Il consulente può, ad esempio, proporre di intervenire in vari modi in momento di lavoro di team (coordinamento, processo decisionale, produzione…).

 

 

 

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