Come sviluppare l’intelligenza collettiva. È l’ora dei Multipliers

Divide et impera, famosa locuzione latina che indica una tecnica sociopolitica, usata anche in epoca romana: una strategia adoperata per governare il territorio, evitando che le singole popolazioni si coalizzassero in rivolte contro Roma. Una tecnica che, nel lungo termine, non paga. E non viene applicata solo negli imperi, sono dinamiche che si sviluppano anche in ambito aziendale. Con leader Costruttori di Imperi, che assumono talenti e ritagliano un feudo per loro, ma non li incoraggiano ad andare oltre. Diversi dai leader Calamite di Talenti che, al contrario, si impegnano a rimuovere le barriere che bloccano la crescita dell’intelligenza nei collaboratori.

Immaginate cosa potreste realizzare se riusciste a liberare e utilizzare tutta l’energia e l’intelligenza che vi circondano. C’è più intelligenza all’interno delle nostre organizzazioni rispetto a quella che usiamo. Con questa riflessione, Liz Wiseman inizia la stesura di un libro illuminante, che esplora il motivo per cui alcuni leader prosciugano le capacità dei loro team, mentre altri le amplificano per produrre risultati migliori: Multipliers – Come accendere l’intelligenza delle persone. Un testo nel quale di parla di Costruttori di Imperi e di Calamite di Talenti, di Tiranni e di Liberatori, di Diminisher e di Multiplier.

In seguito alle sue ricerche, la Wiseman sviluppa l’idea che esistono due diverse tipologie di leader, in contrapposizione fra loro: il leader che vede, usa e fa crescere l’intelligenza dei suoi collaboratori, che chiama Multiplier, e il leader che blocca le persone brillanti che stanno intorno a lui, che chiama Diminisher. I Diminisher sono persone brillanti, ma con la tendenza a fare tutto da sole e a spegnere le idee delle persone attorno a loro: considerano l’intelligenza qualcosa di statico, che non può mutare con il tempo e le circostanze e sono così presi dalla propria, che finiscono col soffocare anche le menti più capaci. I Multiplier, invece, considerano l’intelligenza come un fattore in continua evoluzione e sanno che il loro compito è di riunire i collaboratori giusti in un ambiente che liberi le idee migliori di ognuno: riescono a trarre il meglio dagli altri e a creare intelligenza collettiva nell’ambito dell’organizzazione. Sanno far crescere l’intelligenza delle persone attraverso il coinvolgimento, evitando di mettersi al centro dell’attenzione.

In un team, non conta tanto il sapere individuale, conta in che misura si ha accesso a quello che gli altri conoscono. La questione non è quanto sono intelligenti i membri del team, ma quanto è possibile trarre dalla loro intelligenza, per poterlo usare. I Multiplier, grazie a questa visione, hanno capito che, invece di ottenere una crescita lineare aggiungendo nuove risorse, si può far fruttare in maniera più efficiente la capacità dei propri collaboratori, secondo una logica di moltiplicazione, invece che di addizione: una crescita esponenziale moltiplicando il potere delle risorse già esistenti.

Come si diventa Multiplier? Ci sono delle pratiche ben precise, che la Wiseman spiega esaustivamente in questo libro. Lascio a voi il piacere di scoprirle e di metterle in atto, così che, se già non lo state facendo, diventiate capaci di sviluppare il talento di gruppo, in un team nel quale la genialità di ognuno possa risplendere.

 

 

Tratto dal testo: Liz Wiseman, Multipliers – Come accendere l’intelligenza delle persone

A cura di: Andrea Bennardo

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